Semisvincolo

Sono un po’ a disagio perché vorrei rivolgermi a tutti, cioè anche ai non scemi. A disagio perché io sono uno scemo. Però, grazie alla mia scemenza ho notato che anche i non scemi mi ascoltano. Sarà perché nella loro torre d’avorio non saranno in pericolo e saranno lontani dalla tentazione di capire ciò dicono gli scemi, sarà per pura curiosità o sarà per il gusto di godere per la sofferenza che hanno creato attorno a loro. Sta di fatto che alcuni di loro sono qui presenti. Da buon scemo io do il benvenuto a tutti.

 

Un cittadino ticinese non abitante a Giubiasco prima del 23 settembre 2012 si era certo messo in mente che i giubiaschesi volessero appoggiare la costruzione del semisvincolo per evitare l’intasamento sulla strada che attraversa il proprio comune.

Non sbagliava.

Lo so bene: anche in altri comuni c’è il problema del traffico. Ciò non toglie che a Giubiasco il traffico rappresenti un grande problema. E al momento della votazione era questo preciso problema che interessava il Cantone, visto che tutti i ticinesi erano chiamati alle urne per trovarvi una soluzione.

Un cittadino ticinese non abitante a Giubiasco si era certo messo in mente che i giubiaschesi fossero (e tuttora siano) degli egoisti perché volevano togliere il traffico dal proprio territorio per scaricarlo altrove, intasando le strade degli altri.

Sbagliava.

Infatti, tutto quel traffico, che quotidianamente da Camorino a Bellinzona ingorga la cantonale, va a finire a Bellinzona. Anche con il semisvincolo andrà a finire a Bellinzona, che potrebbe ancora essere intasata come oggi. Ma dicevano che dove sarebbe sceso il semisvincolo in via Tatti sarebbero stati realizzati dei parcheggi. Parcheggi raggiungibili dagli automobilisti immediatamente fuori dall’autostrada senza dover percorrere incolonnati la tratta Camorino – Bellinzona. C’era chi diceva che si sarebbero potuti realizzare dei parcheggi a Giubiasco e organizzare dei trasporti pubblici con bus e treno verso Bellinzona. Naturalmente anche un cittadino ticinese non abitante a Giubiasco capisce che si potrebbero organizzare dei mezzi di trasporto pubblici, che per raggiungere la meta Bellinzona, senza attraversare Giubiasco, partano da via Tatti.

Inoltre, non è da escludere a priori che un certo numero di automobilisti scesi dal proprio veicolo in via Tatti si potrebbe recare all’interno della città a piedi.

 

Ho letto che realizzare un semisvincolo su un tratto autostradale di otto chilometri è un’assurdità. Certo che tre uscite dall’autostrada in otto chilometri sono esagerati, genererebbero sicuramente dei problemi di sicurezza per gli automobilisti di passaggio se, come si prevedeva, l’afflusso di automobilisti diretti al parcheggio di via Tatti sarà così grande. Sembra un errore spendere soldi se ci sono già due uscite per Bellinzona, a Nord e a Sud. Chissà, magari avevano già sbagliato prima, magari non dovevano costruire lì quelle due uscite. Però ci sono e non si possono mica tirar via adesso. Se poi teniamo conto che Bellinzona può essere considerata una città tradizionalista che per sua natura tende a mantenere intatto tutto come una volta (cioè ai tempi, cioè nel medio evo come qualcuno dei contrari ha giustamente ricordato durante la serata in Piazza Nosetto: infatti Bellinzona è una città medievale), capiamo che stravolgere l’impostazione delle uscite autostradali non può essere accettato. Bellinzona è una città tradizionalista che ha mantenuto per secoli i suoi tre castelli: nessuno aveva mai pensato di costruirne un altro, se escludiamo il Benjaminn, e l’inceneritore. Ma se tu sei in città questi due non li vedi. Bellinzona è una città tradizionalista: vuol conservare ciò che ha. Apparentemente Bellinzona è una città conservatrice. Però ai bellinzonesi non piacciono i conservatori, tendono piuttosto dall’altra parte. Così su sette municipali ora ne hanno tre che sono socialisti. Erano sempre stati due, come le uscite autostradali. I cittadini di Bellinzona hanno deciso per un semisvincolo in Municipio. E se quello autostradale costerà milioni, quello in Municipio è costato il sindaco. Sarà una buona scelta questo semisvincolo… eh, questo Branda? Da sempre ci son stati sindaci liberali, da sempre Bellinzona è stata Bellinzona, una città tradizionalista, conservatrice. Non ha mai cambiato niente. Ora, con questo nuovo sindaco, accettato senza referendum, vedremo se la città rimarrà quella conservatrice di prima. Chissà che cambiamenti ci saranno ora che la città è guidata da un progressista.

A dire il vero qualcosa a proposito del semisvincolo era già cambiato prima della votazione: il sindaco e i municipali del suo partito, contrari al semisvincolo, non avrebbero fatto campagna contro il semisvincolo, visto che la maggioranza del municipio lo voleva. Naturalmente, a proposito di questa scelta, “honni soit qui mal y pense”!

D’altra parte chi può dire che il semisvincolo, che sarebbe un cambiamento, sarebbe catastrofico per la città? Dicono che porta il traffico in città: che scoperta, è proprio per questo che è stato progettato. È stato progettato per portare a Bellinzona quel traffico che ora passa in mezzo a Giubiasco e a metà città di Bellinzona per raggiungere Bellinzona, diciamo il centro di Bellinzona.

Un cittadino ticinese non abitante a Giubiasco prima del 23 settembre 2013 si sarà messo in mente che i giubiaschesi non fossero (e tuttora non siano) solidali con Bellinzona perché è mal informato. Anzi, nessun cittadino ticinese non abitante a Giubiasco sa che cosa ha fatto Giubiasco pur di lasciar passare quotidianamente sul suo territorio quella fiumana di automobili che si reca a Bellinzona o che se ne va da Bellinzona. Per avere un punto di riferimento bisognerebbe pensare a ciò che capitò in Val Vigezzo anni fa: c’era stata un’alluvione e la strada, che era stata danneggiata, rimase chiusa per mesi. Ogni mattina sul primo canale della nostra radio il moderatore d’allora si divertiva a dire frasi del genere “La strada della Val Vigezzo rimane chiusa” “La strada della Val Vigezzo non è ancora riaperta” “Non si decidono a riaprire la strada della Val Vigezzo” “Probabilmente hanno gettato via la chiave della strada della Val Vigezzo”. Ebbene Giubiasco non gettò via la chiave della strada per Bellinzona pur avendola fra le mani. Infatti, anche a Giubiasco come in Val Vigezzo una piena riempì le strade di sassi e di melma, arrivò fino in via Zorzi, dove a dire il vero era ormai inerme, ma con un po’ d’aiuto avrebbe potuto creare gravi problemi. Se non quella, almeno un’altra piena: sarebbe stato sufficiente aiutare la natura scaricando qualche camionata in più di detriti nella regione di Scarpapè. Macché, Giubiasco non fu nemmeno sfiorata dall’idea di approfittare dell’occasione d’oro che si presentava. Anzi, fece di tutto per scongiurare il pericolo: per tre anni si arrabattò per risolvere il problema di Scarpapè. (Tra parentesi: quello di Scarpapè fu ed è un problema molto difficile da risolvere).

Dicevano che con il semisvincolo il traffico sarebbe aumentato ancora come è sempre successo ogni volta che si sono costruite nuove strade. Prima di tutto si dovrebbe sinceramente ammettere che non sarà costruita nessuna nuova strada ma unicamente un raccordo di un centinaio di metri tra l’autostrada e via Tatti che già esiste. È sicuro che a Bellinzona la via Tatti sarà invasa da molto traffico, molto più di prima.

Via Tatti: dov’è via Tatti? Se si ascoltavano i discorsi che facevano, si capiva subito che via Tatti si trova al centro di Bellinzona. Al centro di Bellinzona fa pensare che un semisvincolo scenda in mezzo alla città. Bisognerebbe intendersi bene sul significato di centro della città. In effetti, la via Tatti si trova tra la parte di Bellinzona che a Sud confina con Giubiasco e a Nord arriva a cento-duecento metri dall’Arti e Mestieri. La via Tatti inizia dal ponte che si prende se da Monte Carasso si vuol raggiungere Bellinzona e passa in mezzo ai prati. Dopo i prati, è vero, iniziano le costruzioni, ma sostenere che il traffico sfoci in mezzo alla città è veramente fuorviante. Onestamente dicevano poi che il progetto di semisvincolo avrebbe trasformato via Tatti in un “vialone” periferico di cinque corsie che avrebbe un impatto enorme, riducendo il valore delle proprietà di tutto il comparto.

Naturalmente un vialone periferico è difficile che si situi al centro di una città e, d’altra parte, chi può sostenere che il valore delle proprietà di tutto il comparto sarebbe ridotto, se il traffico si spegnerà in un parcheggio, invece di scorrere in continuazione avanti e indietro?

Naturalmente, visto che la città di Bellinzona è piccola anche le diverse cose che vi si trovano sono vicine l’una all’altra, o perlomeno non sono tanto lontane. Così anche il semisvincolo verrà a trovarsi a circa 1 chilometro e 200 metri in linea d’aria da Piazza Collegiata. (D’altra parte questa è la distanza che tutta l’autostrada ha rispetto alla città: forse all’altezza del liceo la distanza dalla Collegiata sarà di 1 chilometro).

 

Naturalmente lì, dal ponte che viene da Monte Carasso fino ai parcheggi, cioè su via Tatti che passa attraverso i prati, ci sarà più rumore e inquinamento. Naturalmente quelle auto che riempiranno quei parcheggi non inquineranno più via Zorzi che sale da Giubiasco. Naturalmente su quei prati non si dovrà più costruire, per non essere disturbati dall’inquinamento o dal rumore delle automobili.

E naturalmente i parcheggi saranno costruiti per accogliere tutti coloro che vanno a Bellinzona, certamente non per coloro che si recano per esempio a Giubiasco dove ora transitano in continuazione tutti i giorni per raggiungere Bellinzona.

Purtroppo sembrava che improvvisamente a Bellinzona sarebbero arrivati 580 automobili supplementari di funzionari dell’amministrazione cantonale: per dar loro un posteggio si sarebbe speso un’enorme quantità di soldi. Si sarebbe speso un’enorme quantità di denaro per dare un posteggio ai dipendenti pubblici. Dicevano bene che i 580 parcheggi sarebbero stati affittati (e non riservati gratuitamente) ai funzionari dell’amministrazione cantonale, ma ugualmente la costruzione sarebbe costata. E poi, questi dipendenti pubblici perché mai si sono messi in testa di venire a parcheggiare a Bellinzona? A questa domanda dovrebbero pur dare una risposta coloro che vogliono il semisvincolo, almeno quelli di Giubiasco. Ebbene sai cosa ti dicono quelli di Giubiasco: “Scherzi? Guarda che da anni a Bellinzona lavorano centinaia di dipendenti pubblici, da anni essi passano da Giubiasco per andare a Bellinzona”. Ciò significa che se a Bellinzona costruiscono un posteggio per coloro che vanno a Bellinzona, devono evidentemente tener conto di quelle persone che ogni giorno si recano al lavoro a Bellinzona. E per il governo, come si usa dire in dialetto, molte persone lavorano.

In generale, in quei luoghi dove ci sono delle industrie, delle grandi imprese ci sono dei guadagni, dei vantaggi un po’ per tutti. Chissà, forse anche Bellinzona trae qualche beneficio dalla presenza sul suo territorio dell’amministrazione cantonale. D’altronde sembra poco probabile che il Cantone assuma altri dipendenti per approfittare di una strada nuova, cioè del semisvincolo. Sembra anche poco probabile che più automobili si dirigeranno su Bellinzona a causa del semisvincolo: dove andebbero? Che cosa farebbero a Bellinzona? Insomma, questa teoria di “nuova strada uguale più traffico” non sembra applicabile al semisvincolo di Bellinzona. A parte che a quelle auto che già oggi raggiungono la città ogni giorno feriale non sembra umanamente possibile aggiungerne, non sarebbe neppure immaginabile un numero maggiore di auto nei giorni festivi: dove andrebbero quegli automobilisti che si avventurassero in città, visto che la maggior parte dei ritrovi pubblici sono chiusi? Sicuramente sarebbero pochi quelli che camminerebbero per un chilometro e duecento metri per andare a sedersi sulla scalinata della Collegiata.

Si pone il problema del traffico parassitario che si riverserà su via Lepori e via Birreria. Ciò significa che automobilisti, che attualmente seguono un altro itinerario, cambieranno abitudine: si dovrà impedire loro questo cambiamento. O facilitarglielo. O farli passare da via Tatti.

Interessante il posteggio d’attestamento progettato dall’ATA che “mantiene elevata la qualità di vita dei cittadini”. Purtroppo prima della votazione, quanti erano quei cittadini che avevano bene in mente “questo progetto che costa meno, che è a cavallo dell’autostrada e che è collegato tramite passerella leggera alla città”? Qualcuno avrebbe pure dovuto illustrarlo chiaramente e con insistenza. Macché, ti sembra necessario aggiungere qualcosa all’espressione “posteggio d’attestamento progettato dall’ATA, progetto che costa meno, che è a cavallo dell’autostrada e che è collegato tramite passerella leggera alla città”? Chi avrebbe potuto mettere in discussione un progetto simile? Così ben definito, quale cittadino che ancora non lo cosceva avrebbe avuto il coraggio di rifiutarlo?

Infine c’è il terzo binario da Castione a Giubiasco con stazione in Piazza Indipendenza: voglio vedere chi può osteggiare un progetto simile. Perché, già solo pensando al talento di chi riuscirà a affiancare ai due esistenti un terzo binario, uno dice che un’opera così bisogna accettarla senza discussioni e, a quel punto, vorrei vedere chi oserebbe ancora recarsi a Bellinzona in automobile.

Vorrei vedere.

Comunque, ammesso che a quel punto ci siano ancora le automobili, le strade diventeranno finalmente dominio di tutti: i bambini ci potrebbero giocare, i grandi vi si potrebbero fermare per chiacchierare e l’ACB potrebbe persino svolgervi degli allenamenti, o perlomeno il riscaldamento prima della partita. Ben riscaldati i giocatori potrebbero recarsi allo stadio pronti per la vittoria. Naturalmente dovrà già esserci lo stadio. Se fosse in via Tatti, anche i giocatori avversari potrebbero arrivare sul campo riscaldati da una sgroppatina di un chilometro dopo esser scesi in Piazza Indipendenza (forse tanti allenatori scenderebbero perfino alla stazione dove c’è ora la stazione: guadagnerebbero alcune centinaia di metri di riscaldamento).

Se ci saranno ancora le automobili, in quell’epoca in cui ci sarà la stazione in Piazza Indipendenza e il terzo binario, ci sarà un grande posteggio a Giubiasco, vicino alla stazione. Naturalmente bisognerà trovare lo spazio per sistemarvi l’autosilo: speriamo che non lo collochino in golena, vicino alla Sottocentrale, altrimenti ci sarebbero dei referendum a non finire.

Certo che una buona soluzione ci sarebbe: trasformare il terzo binario in un parcheggio itinerante: tu sali sul treno in automobile e in Piazza Indipendenza scendi, mentre la tua automobile continua a viaggiare fino a Castione, da dove ritornerà non appena il macchinista sarà sceso dalla locomotiva anteriore per raggiungere quella posteriore. Da Castione ritornerà a Bellinzona-Piazza Indipendenza e scenderà giù a Giubiasco, da dove ritornerà non appena il macchinista sarà sceso dalla locomotiva anteriore per raggiungere quella posteriore, senza interruzione per tutto il giorno. Così uno che va a Bellinzona ogni 40 minuti alla stazione di Piazza Indipendenza potrà risalire sulla sua auto e, giunto a Giubiasco oppure a Castione potrà comodamente mettersi in strada come automobilista. Il grande vantaggio sarebbe che l’automobilista non dovrebbe recarsi all’autosilo, perché a venire da lui sarà l’autosilo, cioè il treno del terzo binario. Naturalmente il treno sarà a due piani e abbastanza lungo da trasportare tutte le automobili dirette a Bellinzona. E avrà una cadenza di una quarantina di minuti: il tempo di andare da Giubiasco a Castione più il tempo occorrente al macchinista per spostarsi da una locomotiva all’altra (questo tempo potrà essere ridotto notevolmente usando una bicicletta elettrica) più il tempo di carico e scarico delle automobili. Questa sarebbe la soluzione migliore: non ci sarebbe spreco di tempo per cercare un parcheggio e raggiungere la stazione, non ci sarebbe spreco di terreno per costruirvi un autosilo, non ci sarebbe spreco di soldi per costruire semisvincoli che conducono a parcheggi in grandissima parte riservati a impiegati del cantone. Evidentemente si potrebbe razionalizzare il servizio tenendo conto che in gran numero gli automobilisti (per esempio gli impiegati del cantone) lascerebbero la loro vettura sul treno, cioè parcheggiata dal mattino a mezzogiorno e dall’una e mezzo alle cinque. A queste automobili si potrebbe riservare, dalle otto alle undici e mezzo e dall’una e mezzo alle cinque, un certo numero di vagoni che rimarrebbero staccati nelle stazioni di Castione e Giubiasco, rendendo più agile il parcheggio itinerante.

Sarebbe una buona idea quella del terzo millennio…eh, quella del terzo binario.

 

Torniamo al semisvincolo.

Dicevano che il traffico sarebbe aumentato a causa del semisvincolo. Evidentemente in via Tatti aumenterà vertiginosamente, visto che dovrà assorbire tutte le auto che scenderanno dal semisvincolo oltre a quelle che già normalmente accoglie: in via Tatti che corre in mezzo ai prati ci sarà molto traffico fino al parcheggio: ci sarà tutto quel traffico che ora passa da Giubiasco più quello che viene da Monte Carasso. Apparentemente non sarà risolto niente: a Bellinzona si dirigerà ancora lo stesso numero di auto, salvo che le auto non si dirigeranno più in centro-città, ma si fermeranno in via Tatti. Non tutte le auto si fermeranno lì: solo 900. Le altre dovranno recarsi altrove per parcheggiare. Insomma solo 900 auto non entreranno più in città. Un’inezia.

 

Torniamo all’idea del posteggio a Giubiasco.

Con un parcheggio a sud, a Giubiasco, sarebbe tutto risolto: tutte le auto si fermerebbero lì. Naturalmente il parcheggio, lì, sarebbe di migliaia di posti: bisognerà tener libero solo un po’ di posto per i bus che porteranno a Bellinzona gli automobilisti. Naturalmente a Giubiasco bisognerà trovare il posto per un parcheggio con così tanti posti. Un parcheggio che necessariamente non sia lontano dalla stazione ferroviaria, per usufruire del terzo binario su cui correranno in continuazione treni diretti in Piazza Indipendenza (non treni diretti, treni che si dirigono). Naturalmente in Piazza Indipendenza si dovrà avere un po’ di pazienza e stare ben attenti, perché mentre scendono i passeggeri dal treno arriveranno anche i bus. Ma il problema sarà minimo, tanto più che ognuno potrà riempire i polmoni di aria non inquinata dagli scarichi dei motori (è molto probabile che i bus saranno elettrici). Anzi, invece dei bus, anche sullo stradone sarebbe auspicabile che fosse introdotto un trenino del tipo di quelli usati in occasione della domenica di Strada in festa. Oltre all’aria pura e alla strada sgombra da auto ci sarebbe in continuazione anche quell’atmosfera di festa e di gioia. E vuoi mettere quale sarà la qualità di vita, vuoi mettere quale sarà lo spirito con cui ci si recherà al lavoro! Naturalmente per salvaguardare questa qualità di vita bisognerà evitare che venga gente da lontano solo per provare queste sensazioni, bisognerebbe almeno introdurre un numerus clausus per gli “esterni”.

 

Persisterà il problema del traffico a Cadenazzo, perché naturalmente l’apertura del semisvincolo non potrà non provocare un aumento del traffico a Cadenazzo: questo è evidente per tutti. Purtroppo sarà un danno collaterale che sarà difficile cancellare. Del resto sarà pure difficile ridurre i disagi del traffico sulla tratta Mendrisio-Melide.

Nascerà il traffico parassitario su via Birreria e via Lepori: evidentemente nascerà perché la presenza del semisvincolo indurrà molti, che ora non lo sono ancora, a diventare parassiti. Ebbene, quello dei parassiti non è un argomento su cui si possa scherzare. I parassiti sono dannosi anche per le piante e perciò si combattono con degli antiparassitari, a volte persino introducendo altri esseri viventi: allora si parla di lotta biologica. Naturalmente qui non si parla di parassiti nel regno vegetale, ma di automobilisti-parassiti: non possiamo mica ammazzarli. No, non possiamo ammazzare gli automobilisti, ma almeno i parassiti. Bisognerà render loro la vita difficile, o impossibile. Cioè bisognerà introdurre dei sensi unici, per esempio. Bisognerà inventare dei trucchi affinché in via Birreria e in via Lepori possa passare solo chi può passare. Bisognerà introdurre altri esseri viventi, dei Securitas, come al centro di raccolta dei rifiuti in zona Birreria: là, chi non è di Bellinzona non può portare i suoi rifiuti e, a maggior ragione, chi non abita in certi quartieri o non è diretto in certi luoghi, non potrà transitare su via Birreria o via Lepori… Non sarà facile, ma non sarà impossibile, soprattutto tenendo conto del portamonete. Il portamonete normalmente ha un potere determinante sulle abitudini della gente.

Certo che il semisvincolo, essendo solo semi e non completo, risolverà solo il traffico verso Bellinzona proveniente da sud. Anche da nord nelle ore di punta ci sono colonne e perdite di tempo. Però ogni bellinzonese sa benissimo che non c’è paragone tra il traffico proveniente da sud e quello proveniente da nord. Sarebbe comunque bello poter migliorare anche la viabilità da nord. Come? Rendendo il semisvincolo uno svincolo completo: avremmo lo svincolo che condurrebbe in via Tatti. Avremmo levato il traffico da Camorino a Bellinzona e il traffico da Castione a Bellinzona. Naturalmente il posteggio dovrebbe essere molto più grande, per evitare l’entrata di molte auto in città. E tenuto conto che molti si sposterebbero a piedi e tutti gli altri prenderebbero dei veicoli pubblici che in pochi minuti raggiungerebbero tutti i quartieri della città, anche uno assolutamente non verde sarebbe entusiasta della situazione.

 

L’entusiasmo è molto importante affinché ci possano essere dei cambiamenti. E i cambiamenti a volte possono avvenire in modo molto imprevedibile. Magari partendo da un cognome che è poi, per finire, solo una parola.

Branda?

Brandire?

Non funziona: non si dice io brando tu brandi lui/lei branda

Ma si dice: io brandisco tu brandisci lui/lei brandisce

 

Allora Branda non è voce del verbo brandire.

Naturalmente, deve essere qualcosa di nuovo, perché a Bellinzona c’è qualcosa di nuovo. Infatti, affinché grammaticalmente tutto sia in ordine, si deve pensare ad un altro verbo, che sarà un neologismo e sarà un altro verbo. Sarà il verbo brandare.

 

Naturalmente il verbo brandare, della prima coniugazione, si declinerà così: io brando tu brandi lui/lei branda.

 

Brandire lo trovi in tutti i vocabolari, significa: far roteare o far vibrare minacciosamente, pericolosamente o esizialmente in aria dopo aver stretto in pugno con vigore, detto di arma o di un suo estemporaneo surrogato.

 

Brandare, che è un neologismo, vuol dire tutt’altro: vuol dire far riflettere su ciò che è utile alla città senza tener conto del partito, vuol dire fare l’interesse della città senza tener conto dei partiti.

Brandare è un neologismo: molti sperano che questo verbo possa metter radici e crescere malgrado le invidie e i preconcetti.

Ma non è sufficiente che molti lo sperino, è necessario che molti lo vogliano.

 

Per parlar chiaro: vuol dire che, adesso che il Cantone ha votato semisvincolo, bisogna assolutamente e senza indugio realizzare il semisvincolo. Perché, siamo sinceri, altrimenti chi avrebbe potuto brandare?

 

Dunque: non dobbiamo brandir niente, dobbiamo solo brindare a ciò che vogliamo brandare. Brindiamo dunque al semisvincolo!

 

Lo so: sembra una ginnastica mentale questa del brandire e del brandare, ma è proprio questo il bello della vita. Perché il bello non è stare seduti ad aspettare ma arrabattarsi per cambiare in meglio le cose.

Come per esempio costruire un semisvincolo che migliora la qualità di vita di migliaia di persone.