Si diceva

“Tira l’acqua”, si diceva. Si dice ancora oggi “Tira l’acqua”. Ma una volta, per scaricare l’acqua dello sciacquone, si tirava proprio una catenella. Alla lettera. Una volta dicevi così e facevi così. Tutto era coerente.

Si appendeva il telefono. Anche nei romanzi ti sarà capitato di leggere “Appese il telefono”, alla fine di un colloquio. E si diceva, magari: “Mi ha appeso il telefono in faccia” e voleva proprio dire che dall’altra parte avevano appeso il telefono al suo gancio. Si dice ancora oggi “Mi ha appeso il telefono in faccia”, anche se il telefono non si appende più.

Però, se ci pensi bene, tutto è un po’ diverso.

Una volta dicevi così e facevi così. Tutto era coerente.

“Tira l’acqua” includeva l’azione fisica di tirare con un certo sforzo la catenella con una mano, mentre ora, che non si tira più una catenella ma si preme su un bottone o su un tasto con un dito (oppure una mano, un gomito, la nuca), tutto è diverso. Anche non tenendo conto del significato del verbo che è il contrario di quello odierno e anche tenendo conto dell’attuale libertà di scelta della modalità.

“Mi ha appeso il telefono in faccia” non lasciava dubbio: dall’altra parte chi era al telefono aveva premuto intenzionalmente sul gancio. Ora uno può anche interrompere non intenzionalmente la comunicazione, sfiorando inavvertitamente un tasto. Soprattutto, ora, uno ti fa credere di non aver appeso. Ora uno può farti credere di essere onesto anche se non lo è. Una volta uno si assumeva la responsabilità delle sue azioni.

Una volta dicevi così e facevi così. Tutto era coerente.

Eh, ma “Tira l’acqua”, in coloro che tiravano la catenella per scaricare l’acqua dello sciacquone, evoca altri ricordi. Prima di tutto, non era possibile tirare l’acqua dappertutto: in molte case non c’era l’acqua nel gabinetto. Però dove c’era, si tirava. Anche alla stazione, dove c’erano delle cassettine appese al muro piene di fogli ritagliati dai giornali: erano la carta igienica. Serviva per pulirsi. Per pulirsi si ricorreva ai giornali. Si ricorreva alla carta dei giornali anche nelle case. A volte era la carta di rotocalchi: non puliva bene, quella, perché era lucida. Però aveva il vantaggio di riportare qualche pettegolezzo e qualche foto di belle donne, che, se non davano un epilogo soddisfacente, rendevano il soggiorno in gabinetto molto avvincente.

Certo che “Tira l’acqua” è molto più bello che “Premi l’acqua”. È un po’ come dire “Sorge il sole”, “Tramonta il sole”: si continua a dirlo anche oggi.

Eppure oggi non è più il sole che gira attorno alla terra.